Una regina, due re

Autore: Filippo Scòzzari
Titolo: Una regina, due re
Collana: Coconino Cult
Numero pagine: 288, a colori, formato 21,5 x 29 cm, cartonato con sovraccoperta
ISBN: 9788876186318

33,25

Dopo Lassù no e Il mar delle blatte arriva il terzo volume della riproposta delle opere di Filippo Scòzzari, uno dei padri fondatori della rivista Frigidaire, dagli anni Settanta maestro incendiario del rinnovamento del fumetto italiano, premiato con il Romics d’Oro 2022. Un’edizione deluxe raccoglie tutte le storie e le tavole di tre personaggi chiave dell’irriverente e corrosivo Pantheon scozzariano: Suor Dentona, Primo Carnera e il Dottor Jack. Tre icone inossidabili di un altro modo di intendere il racconto, baluardi contro l'insulsaggine imperante, pretesti narrativi per parlare di altro e di più. Un autore rivoluzionario e già classico, che continua a conquistare nuove generazioni di lettori. L’antologia Una regina, due re raccoglie in edizione deluxe tutte le storie e le tavole di tre personaggi fondamentali nel Pantheon delle divinità di Filippo Scòzzari. Suor Dentona è la Regina, nata sulle pagine de Il Male, una suora fellatrice in sacra missione in un mondo in perenne guerra, “una Sagra della Ripugnanza contro il pornonulla che imbottisce le teste dei bagarini dell’esistente”. Primo Carnera è il Primo Re, sarto di gran classe da Trieste, “tormentato dalla ricerca della squisitezza”. Il Secondo Re è il Dottor Jack, investigatore pilotato dal Pci, nel contesto della Bologna studentesca e ribelle del 1977. Come e perché nacquero questi personaggi? Lo racconta lo stesso Scòzzari nella prefazione al volume: Primo re “Primo Carnera è il primo re perché è tormentato dalla ricerca della squisitezza nell’universo e questo, in un fumetto italiano che per anni ha voluto marciare solo a spari, inseguimenti, cavalcate e cattivi con la k, fu un gran bel tormentarsi. L’avvento del nuovo”. La regina “Un’adolescenza puntigliosa e porcella, ustionata dalla scoperta di sandali cecoslovacchi, calzini corti, sproloqui da padiglione incurabili, apparecchiò la dedizione e la tigna di Suor Dentona, eroa orale. Con labbri riprogettati per una sacra missione solo mia, la scagliai in trincea contro i bagarini dell’esistente e i loro congiuntivi”. Secondo re “Nell’inverno del ’77 Bologna esibiva un freddo comunista e scalmanarsi ai comizi in piazza riscaldava. Il servizio d’ordine del Partitone non l’accettò e a manganelli isterici ripassò noi bravi ragazzi. Mi medicai leggendo Dashiell Hammett: io fissavo lui in copertina, lui fissava me dalla copertina, finché i suoi baffetti non mi percossero. Fu una manganellata produttiva e la mattina dopo il Dottor Jack, investigatore scimunito pilotato dal Pci, era bello che apparecchiato nel mio cervello voglioso di vendette”.
« Difficile aggiungere qualcosa su Filippo Scòzzari, difficile trovare qualche parola nuova su uno dei fumettisti italiani indubbiamente più importanti degli ultimi decenni»
fumettologica
« Filippo è un amico, è un vero artista. È mutevole, coraggioso, sinceramente innamorato del suo lavoro. È un vincente, ed ecco perché. Perché disegna con tenero convincimento, è ben dentro i suoi personaggi con lucida umanità, e soprattutto ha il dono di saper dare vita, di dare vita, e questo potere molle dà così tanto piacere, e quest’estasi distingue da tutti coloro che, data una storia studiata a misura perché piaccia in qualche modo, te la spiegano coi disegni. Si diventa bravissimi anche, ma non piangi e non senti niente. Rinascere invece ad ogni nuova visione con l’umiltà di chi da sempre è schiavo della propria arte, e non datore di lavoro del proprio talento, è stupendo. »
Andrea Pazienza

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