Il mar delle blatte

Autore: Filippo Scòzzari e Tommaso Landolfi
Titolo: Il mar delle blatte
Collana: Coconino Cult
Numero pagine: 56, a colori, formato 21,5 x 29 cm, cartonato con sovraccoperta
ISBN: 9788876185595

17,10

Esaurito

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Esce per la prima volta in volume in Italia, grazie a Coconino Press, il capolavoro perduto di Filippo Scòzzari. Il mar delle blatte è l’adattamento a fumetti di uno dei più famosi racconti di Tommaso Landolfi, scrittore geniale e raffinato outsider nel canone della letteratura italiana. L’incontro-scontro tra due maestri di invenzione linguistica, visionarietà e ironia. 

Una fantastica, surreale storia di pirati che vede protagonisti un giovane eroe insicuro, un mare nero interamente ricoperto di blatte, una fanciulla rapita che ha eletto un vermiciattolo azzurro come suo amante. Con una prefazione di Scòzzari, che racconta la rocambolesca vicenda della scomparsa delle tavole originali della storia. E una postfazione di Landolfo Landolfi, figlio dello scrittore, sulle diverse reinterpretazioni dell’opera del padre nell’ambito della cultura pop. 

Il mar delle blatte, uno dei più celebri racconti di Tommaso Landolfi, fu pubblicato nel 1939. È la storia di un giovane insicuro che, a partire da un quadretto di normalità borghese, si colora subito di elementi e toni fantastici, gioca con l’eros e con l’horror, si trasforma in classica avventura di pirati e approda a una visionarietà potente e surreale: “Il mare a perdita di vista, senza una terra all’orizzonte, sotto la cappa affocata del cielo, appariva nero come l’inchiostro, e di una lucentezza funebre; una quantità sterminata di blatte, tanto fitte da non lasciar occhieggiare l’acqua di sotto, lo copriva per tutta la sua distesa. Nel gran silenzio s’udiva distintamente il rumore dei loro gusci urtati dalla prua. Lentamente, a fatica, la nave poteva avanzare…”.

Intorno a questi elementi si definisce l’universo stravagante in cui Scòzzari rilegge Landolfi, dove la ricchezza e il furore dell’invenzione linguistica che li accomuna si uniscono con la potenza del disegno sgargiante e acrobatico. La versione a fumetti di Scòzzari uscì a puntate nel 1983 sulla rivista Frigidaire e due anni dopo in Francia in forma di libro, pubblicato da Albin Michel col titolo Un amant pour Lucrezia. Qualche anno dopo Scòzzari smarrì a Roma le trentotto tavole originali della storia. Per questa prima edizione italiana in volume sono state scansionate con la supervisione dell’autore le passate pubblicazioni, riportando le pagine alla squisitezza iniziale. Il cattivo maestro ha deciso a quel punto di rimettere le mani sull’opera, ritoccando tutto con lo stesso furore dei bei tempi andati.

Il mar delle blatte mi stangò alle prime righe e non mi mollò più: era stato scritto per me, pensando a me, invocando me. Era mio”.
(dalla prefazione di Filippo Scòzzari)

« Filippo Scòzzari è aspro ed enigmatico, scontroso e magari irritante. Una gracilità di ferro, una feroce volontà di andare contro i luoghi comuni… un grande narratore, il Robespierre del fumetto. »
Oreste del Buono
« Filippo è un amico, è un vero artista. È mutevole, coraggioso, sinceramente innamorato del suo lavoro. È un vincente, ed ecco perché. Perché disegna con tenero convincimento, è ben dentro i suoi personaggi con lucida umanità, e soprattutto ha il dono di saper dare vita, di dare vita, e questo potere molle dà così tanto piacere, e quest’estasi distingue da tutti coloro che, data una storia studiata a misura perché piaccia in qualche modo, te la spiegano coi disegni. Si diventa bravissimi anche, ma non piangi e non senti niente. Rinascere invece ad ogni nuova visione con l’umiltà di chi da sempre è schiavo della propria arte, e non datore di lavoro del proprio talento, è stupendo. »
Andrea Pazienza
« Il mar delle blatte mi stangò alle prime righe e non mi mollò più: era stato scritto per me, pensando a me, invocando me. Era mio. »
dalla prefazione di Filippo Scòzzari
« Filippo Scòzzari è aspro ed enigmatico, scontroso e magari irritante. Una gracilità di ferro, una feroce volontà di andare contro i luoghi comuni… un grande narratore, il Robespierre del fumetto. »
Oreste del Buono
« Filippo è un amico, è un vero artista. È mutevole, coraggioso, sinceramente innamorato del suo lavoro. È un vincente, ed ecco perché. Perché disegna con tenero convincimento, è ben dentro i suoi personaggi con lucida umanità, e soprattutto ha il dono di saper dare vita, di dare vita, e questo potere molle dà così tanto piacere, e quest’estasi distingue da tutti coloro che, data una storia studiata a misura perché piaccia in qualche modo, te la spiegano coi disegni. Si diventa bravissimi anche, ma non piangi e non senti niente. Rinascere invece ad ogni nuova visione con l’umiltà di chi da sempre è schiavo della propria arte, e non datore di lavoro del proprio talento, è stupendo. »
Andrea Pazienza
« Il mar delle blatte mi stangò alle prime righe e non mi mollò più: era stato scritto per me, pensando a me, invocando me. Era mio. »
dalla prefazione di Filippo Scòzzari

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