Trent'anni senza

Autore: Andrea Pazienza
Titolo: Trent’anni senza
Collana: Coconino Cult
Numero pagine: 80, in b/n e a colori, formato 27,5 x 37 cm, volume brossurato con bandelle
ISBN: 9788876184192

20,00 19,00

Esaurito

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Una “Artist Edition” formato gigante per celebrare l’autore di fumetti più noto e amato d’Italia nel trentesimo anniversario della scomparsa


Il volume “Trent’anni senza” è nato in occasione della grande mostra dedicata all’opera di Andrea Pazienza al Macro Testaccio di Roma (25 maggio-15 luglio 2018), in collaborazione con ARF! Festival e Napoli Comicon. Una “Artist Edition” in formato gigante, pubblicata da Coconino Press in collaborazione con Fandango Libri, per celebrare l’autore di fumetti più noto e amato in Italia e per consentire a vecchi e nuovi lettori di apprezzarne al massimo il segno e di immergersi totalmente nella ricchezza delle sue tavole. Da Pentothal a Pompeo, dall’universo di Zanardi alle indimenticabili storie brevi, il volume ripercorre i fumetti di Paz con una sequenza di tavole che diventano anche un manuale di comprensione del medium, spalancato davanti agli occhi di chi i fumetti li legge e li fa.


La riproduzione fotografica di alcune tavole originali, piene di cancellature, segni del tempo e correzioni, amplifica ulteriormente questo senso di vicinanza e ci porta “dentro” il processo creativo di Andrea Pazienza, mostrando come le storie sono nate e sono state costruite.


Il volume è arricchito da interventi critici di Ratigher, Oscar Glioti, Mauro Uzzeo e Stefano Piccoli, Laura Scarpa e Luca Raffaelli. Contiene anche due inediti assoluti di Paz: un intenso ritratto di Stefano Tamburini e uno spettacolare dipinto murale con uno Zanardi guerriero a cavallo, realizzato nel 1983 durante una performance al festival Ottovolante di Roma.


“Il fumetto è qualcosa che in questo momento si sta avvicinando molto alla letteratura. E non so se la letteratura significhi un di più nella scala dei valori, ammesso esista. Però, sicuramente, quanto più si cerca e si riesce a essere evocativi – perché per me poi la cosa fondamentale è evocare –, se leggendo un racconto il cuore riesce a pulsare una volta in più o in meno, se l’adrenalina circola per un attimo più o meno veloce, se le ghiandole secernono un liquido al posto di un altro e qualcosa in chi legge cambia, allora io ho raggiunto proprio il mio risultato, indipendentemente dalla morale finale, per cui uno chiuda la storia dicendo: ‘Mi è piaciuta, o non mi è piaciuta’. Mi basta molto meno”.
Andrea Pazienza

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