“Non c’era niente di speciale in Keisei Tateishi. Era un quartiere come un altro. Perché allora mi ha lasciato tante impressioni indelebili? A quei tempi non c’era lavoro. C’era penuria di tutto, a partire dal cibo. Molti adulti si trascinavano in giro con l’aria persa, senza nulla da fare. Ai miei occhi di bambino sembravano tutti delinquenti e teppisti”.
Dopo il grande successo de La mia vita in barca, il maestro del manga Tadao Tsuge torna per narrare il lato oscuro della storia del Giappone. Un’antologia di racconti ambientati nella Tokyo del dopoguerra: una città di sconfitti, reietti, vagabondi, prostitute e piccoli criminali, dove un personaggio come Sabu, ex kamikaze sopravvissuto, può diventare una leggenda popolare.
“La zona di Tokyo dove sono cresciuto era un agglomerato composto da un quartiere a luci rosse, un mercato delle pulci e una baraccopoli. Le case erano affastellate alla rinfusa, attraversate da vicoletti che finivano spesso per fungere da fogne… Oggi è difficile immaginare posti del genere, ma tra il 1950 e il 1955 quasi tutta l’area a est di Tokyo era così”. I ricordi d’infanzia del maestro del manga Tadao Tsuge sono il filo conduttore del suo capolavoro: Il lupo dei bassifondi, un ritratto crudo della vita di strada in Giappone dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tra le baracche, nei vicoli più bui e violenti della Tokyo postbellica, dominano i fantasmi della povertà e della sconfitta. In questo teatro si aggirano i personaggi di questa antologia a fumetti: reietti, vagabondi, prostitute, truffatori e piccoli criminali come il teppista alcolizzato Sabu, il “lupo” sempre in cerca di risse, un ex kamikaze che diventa una leggenda tra gli emarginati.
In queste storie si trova il meglio dell’arte di Tsuge, con echi che rimandano al cinema di Ozu e Kurosawa, alla letteratura decadente di Dazai Osamu e alla fotografia sperimentale degli anni Sessanta e Settanta. Il lupo dei bassifondi è l’epopea minimalista, toccante, al tempo stesso poetica e violenta di un coro di disperati in cerca di se stessi e di un futuro migliore. Completano il volume una serie di articoli e illustrazioni dell’autore sulla Tokyo del dopoguerra e un saggio del noto critico americano Ryan Holmberg.
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