Vecta

Autore: Luca Tieri
Titolo: Vecta
Collana: Coconino Cult
Numero pagine: 240, a colori e b/n, formato 19,5 x 26 cm
ISBN: 9788876185373

20,90

Disponibilità: Disponibile

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Ruote, motori e monelle! Ragazze tostissime che guidano moto velocissime, alle prese con un intrigo a base di hacker, intelligenze artificiali e servizi segreti deviati nella Tokyo ipertecnologica dell’anno 2055.

Un libro che ridefinisce l’estetica della fantascienza cyberpunk a fumetti. Una giostra visiva scintillante che, come una dinamo, cattura l’energia cinetica di un segno ibrido e la sprigiona in una narrazione a tutta adrenalina, con leggerezza e con un pizzico di sensualità.

Il sorprendente, brillante esordio di un autore italiano che vive a Tokyo e ha rielaborato in uno stile unico l’estetica del manga moderno.

Tokyo, anno 2055. Telemaco, programmatore e abile hacker, e Irina, giovane ex pilota di turbomoto e ghost writer, si ritrovano a ideare per il governo una creatura virtuale dalle straordinarie capacità interattive. Nasce così Vecta, un’interfaccia con le sembianze di una bella e misteriosa ragazza… ma le cose si complicano, e con l’aiuto della stessa Vecta i protagonisti scopriranno ben presto che dietro il progetto si nascondono intrighi politici, sordidi interessi e servizi segreti deviati. Una storia che sfreccia a gran velocità tra bande di bike girls, corse clandestine e sfide ai motosimulatori, furti di cyber-dati e poliziotti corrotti, fino al sorprendente finale in cui Irina farà i conti con i traumi e i fantasmi del suo passato.

Vecta è il sorprendente esordio di Luca Tieri, fumettista italiano che vive a Tokyo e rielabora nel suo segno ibrido e ultra dinamico una quantità di influenze sul confine tra manga, comics e narrazioni occidentali. Un graphic novel dal sapore internazionale, avvincente, divertitamente erotico, che riesce a catturare la velocità dell’azione nella rigida griglia del fumetto.

« Le mie radici affondano negli anni Novanta, un periodo secondo me molto rigoglioso: il fumetto rimbalzava dal giapponese all’americano, al francese e anche all’italiano. Mi piacciono Shirow e Otomo, ma anche Liberatore, Toth, Jordi Bernet… Mi rendo conto di essere un po’ trasversale: forse scegliere all’inizio della mia formazione di non seguire uno stile adatto a questa o a quella casa editrice mi ha dato più libertà. »
Luca Tieri
intervista a Le Fauci

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